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Il diesel è alto ma stabile: ecco cosa si nasconde dietro la calma apparente

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In questo quadro risalta poi la questione della raffinazione. A fronte di una domanda globale vista in calo a 2,5 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre (2,6 milioni la media per il 2026), l’offerta è in continuo miglioramento. A settembre sono stati immessi sul mercato 2,5 milioni di barili al giorno in più rispetto ad agosto e il merito è proprio dei Paesi del Golfo (2,1 milioni di barili sono di origine saudita). Non basta a invertire la rotta per l’intero 2026: l’offerta è vista comunque in calo di 5,8 milioni di barili a 100,7 milioni di barili al giorno e dovrebbe aumentare di 7,7 milioni nel 2027, ma soprattutto non è sufficiente a risolvere altri problemi.

Uno è quello delle scorte. A settembre, mancavano 509 milioni di barili (2,4 milioni al giorno) nelle riserve globali di petrolio. Il secondo riguarda la capacità di raffinazione.

Le attività delle raffinerie, infatti, raggiungeranno a ottobre il minimo stagionale di 81,3 milioni di barili al giorno, prima di risalire a 84,6 entro la fine dell’anno. E in questo quadro, l’agenzia prevede “notevoli pressioni” sui mercati del diesel. Il motivo? Le prolungate interruzioni nell’approvvigionamento hanno costretto a ritirare “stock controstagionali” in anticipo