
di Marika Giovannini
Il presidente della Provincia sui rischi legati ai social: «Permane il problema di chi promuove percorsi che richiedono preparazione tecnica e fisica senza evidenziare tali aspetti e anzi banalizzandone la difficoltà»
Il concetto, la scorsa settimana, era stato rilanciato con forza dal presidente della Sat Cristian Ferrari durante il convegno sul futuro delle vie ferrate: in una frequentazione delle terre alte sempre più eterogenea, «la spinta dei social — aveva chiarito Ferrari — rappresenta un rischio». Perché spesso le foto pubblicate offrono una immagine spettacolarizzata della montagna, senza metterne in evidenza i pericoli.
I rischi della montagna e i social
Ora, a pochi giorni dall’evento del sodalizio, a dare forza a quel monito è anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Il quale, rispondendo a due distinte interrogazioni di Luca Guglielmi (Lista Fassa) e Francesco Valduga (Campobase), arriva alla stessa conclusione di Ferrari. «La Provincia — scrive infatti il governatore nelle risposte ai consiglieri — è impegnata, tramite Trentino Marketing e il sistema delle Apt, il Collegio delle guide alpine, il corpo nazionale del soccorso alpino e l’Associazione dei gestori dei rifugi trentini, alla promozione e divulgazione dei principi legati alla prudenza in montagna. Permane




