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Manovra, Messina a Meloni: «Avevamo un accordo triennale con il governo, io ci ho creduto»

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Nella nuova legge di Bilancio sono previsti altri 5 miliardi dal settore finanziario nonostante l’accordo del 2025 con il governo prevedeva «stabilità per tre anni». L’ad di Intesa Sanpaolo: «Oggi si parla moltissimo dei 50 miliardi di utili delle banche, ma non si dice che lo Stato incasserà 25 miliardi di imposte»

«Avevamo un accordo triennale con il governo. Io ci ho creduto». Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, entra nel braccio di ferro tra banche e governo sulla prossima manovra e chiama direttamente in causa Giorgia Meloni. Lo fa ricordando un’intesa raggiunta appena un anno fa, che avrebbe dovuto garantire stabilità per tre anni, evitando nuove trattative a ogni legge di Bilancio. E che ora, con la richiesta di altri 5 miliardi di euro al settore finanziario, rischia di essere rimessa in discussione.

Intervenendo al Forum di Coldiretti a Roma, Messina ricostruisce la nascita di quell’accordo. «L’anno scorso, e non è un mistero, mi ha chiamato Giorgia Meloni», racconta, ricordando che la stessa presidente del Consiglio ne aveva parlato in un libro con Bruno Vespa. La richiesta era di collaborare per trovare una soluzione volontaria che consentisse alle banche di contribuire

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