di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Il governo studia l’estensione del regime forfettario, ma sopra gli 85mila euro potrebbe scattare l’obbligo di applicare l’Iva. Il vantaggio dipenderà anche dal tipo di clientela. E dal 2027, senza una proroga, chi ha uno stipendio o una pensione superiore a 30mila euro rischia di restare escluso dall’agevolazione
La flat tax potrebbe allargarsi fino a 100mila euro, ma non tutti ne ricaverebbero lo stesso vantaggio. Per qualcuno significherebbe continuare a pagare il 15% sui redditi dell’attività autonoma anziché passare alla tassazione ordinaria. Per altri, soprattutto chi lavora direttamente con i consumatori, il beneficio potrebbe accompagnarsi a una complicazione: il ritorno dell’Iva in fattura, con il rischio di dover aumentare i prezzi o ridurre i margini. E mentre il governo studia come allargare la platea dei beneficiari, un’altra norma rischia di restringerla per chi, oltre alla partita Iva, ha anche uno stipendio o una pensione.
È il doppio volto della possibile riforma del regime forfettario, uno dei dossier fiscali ancora aperti nella manovra. La Lega insiste per innalzare da 85 mila a 100 mila euro il limite di ricavi e compensi, ma sulla strada ci sono i vincoli europei e soprattutto le coperture finanziarie.




