
di Aldo Grasso
Far partire una produzione nuova d’approfondimento (o rinnovarne una esistente), oggi è una sfida editorialmente complessa
Serata più affollata del palinsesto, il mercoledì di «Tale e quale show», «Chi l’ha visto?», «È sempre Cartabianca» e «Una giornata particolare» è partito due settimane fa con l’ennesimo tentativo di talk d’approfondimento di casa Rai, «Patù. La passione delle idee». Ed è stato un nuovo disastro, dopo quello della nuova edizione di «Filorosso» affidato all’ex Iena Antonino Monteleone.
Un bel paradosso, dal momento che il genere del talk, per quanto oggi affollatissimo, trova comunque un pubblico ampio sia sui titoli più consolidati sia su alcune novità, come nel caso di «Verità Nascoste», il nuovo appuntamento con Milo Infante virato sulla cronaca (oltre un milione di spettatori medi martedì, 8,4% di share).
L’approfondimento di taglio più politico sembra invece sempre più difficile da realizzare sul servizio pubblico. Ma partiamo da alcuni dati: «Patù» è partito — tardi, il 7 ottobre, a stagione iniziata da un mese — già fuori dall’affollato prime time Auditel, grazie a un’anteprima di oltre un’ora, uno scorporo che è un trucchetto utilizzato ampiamente.
Il programma vero e proprio, un paio d’ore fra servizi e dibattiti in studio, conclusosi quasi all’1 di notte,




