
di Marco Cremonesi
Il leader punta a essere rieletto e a candidare Sardone per Milano. «Giorgetti non il lista? Fantasie»
Il piano di Matteo è semplice. Vincere di larga misura il congresso del prossimo weekend, essere rieletto segretario della Lega (al momento, come tutto il pacchetto di testa del partito, si è autosospeso) per poi partire pancia a terra per la campagna elettorale. Con una variabile fondamentale: ottenere la candidatura a sindaco di Milano per la sua (ex) vice Silvia Sardone. Con una campagna largamente dominata dai temi della lotta all’immigrazione clandestina e all’«islamizzazione».
Non per nulla ieri il segretario leghista era a Milano, al Pirellone, per presentare la legge regionale della Lega contro le moschee abusive. E dove ha poi annunciato per settimana prossima l’arrivo al voto della legge sulla cittadinanza su cui il partito insiste da tempo: niente cittadinanza italiana ai giovani che commettono «alcuni reati come lo spaccio di droga», a partire «dai 12 anni in su». È quella che i giornali hanno ribattezzato legge anti maranza. E a Salvini non dispiace: «Va bene il titolo, è una parte del tutto».
In questo tipo di campagna elettorale, la donna simbolo sarà certamente




