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La storia di Tenzing Norgay, il primo uomo sull’Everest: l’anno del coniglio, la «zona della morte» e l’autobiografia scritta da un ghostwriter (lui era analfabeta)

di Giulia Taviani

Nato e cresciuto sotto il monte più alto del mondo, lo ha scalato per la prima volta poco più che ventenne. Ma è solo nel 1953 che, insieme all’alpinista neozelandese Edmund Hillary, è riuscito a raggiungere la vetta. La montagna più alta di Plutone porta il suo nome

È il 29 maggio 1953 quando Tenzing Norgay arriva finalmente là dove nessuno è mai stato prima: sul tetto del mondo, 8.849 metri sopra il livello del mare. Quella cima Tenzing l’ha sognata fin da quando era un bambino, nato e cresciuto ai piedi del monte Everest. Insieme a lui, in quell’eroica impresa battente bandiera britannica, c’è l’alpinista neozelandese Edmund Hillary.

Grazie a quella spedizione, Tenzing ha cambiato il destino dell’alpinismo himalayano, attribuendo al ruolo delle guide sherpa un altro significato.

Tenzing, film con Tom Hiddleston e Willem Dafoe disponibile su Apple TV da venerdì 16 ottobre, ricostruisce quella emozionante scalata fino alla vetta e lo stretto legame tra l’alpinista di etnia sherpa e la montagna.

L’anno del coniglio

Tenzing Norgay è stato un importante alpinista di etnia sherpa, tra le 100 persone più influenti del XX secolo secondo Time. Gli sherpa sono un popolo himalayano

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