di Alessandra Puato
Il nuovo country manager: «Il payback torni al livello di tre anni fa, i medicinali innovativi devono essere disponibili più in fretta. Non riduciamo l’impegno in Campania e in Piemonte»
Novartis cambia il vertice in Italia e conferma gli investimenti sul Paese. Non era scontato. Chiede però il sostegno del governo sulle scienze della vita, cioè che sia riconosciuto il valore dell’innovazione per il Paese. Significa anche tenere conto delle richieste dell’industria farmaceutica nella legge di Bilancio. «Confermiamo il piano di 150 milioni d’investimento in ricerca e sviluppo entro il 2028 — dice Federico Mambretti, country president di Novartis Italia dal primo settembre, qui alla sua prima intervista —. In Italia abbiamo 200 studi clinici attivi che coinvolgono quasi duemila pazienti. Non stiamo diminuendo l’impegno né in quest’area né nei due siti industriali in Campania e in Piemonte. Da Torre Annunziata continuiamo a esportare in tutto il mondo, la produzione è salita da otto a dieci miliardi di compresse all’anno nel 2024-’26 e il flusso verso l’estero non è calato. A Ivrea produciamo i radioligandi, cure oncologiche nella medicina di precisione nucleare: una delle nostre cinque piattaforme globali per le medicine innovative. È un




