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Il generale Skibitsky: «Il patto del gasolio non basterà a placare Putin. Coi droni minaccia l’Europa»

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di Marta Serafini

Il vice dell’intelligence ucraina: «Anche l’intelligence americana ha interesse a mantenere un rapporto con noi: le minacce sono multilaterali»

DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – «Putin non si accontenterà di un accordo sul diesel. Le sue richieste non sono cambiate: vuole territori, pretende che vengano accettate tutte le condizioni poste dalla Russia e continuerà a chiedere il massimo. E il massimo, per lui, è tutta l’Ucraina. Ma le sue pretese non riguardano solo noi: riguardano anche l’Europa». Il generale Vadym Skibitsky è il vicecapo dell’intelligence militare ucraina, il Gur. Profondo conoscitore dell’apparato politico-militare russo, è una delle figure più autorevoli di Kiev nell’analisi delle capacità belliche e degli obiettivi strategici del Cremlino. Ci riceve in uno dei suoi uffici nella capitale ucraina. Alle sue spalle trofei e medaglie, sulla scrivania il suo telefono a doppio schermo, ma anche fogli con statistiche e cartelline con dossier. 

Un’intesa sul diesel con gli Stati Uniti potrebbe soddisfare Putin e favorire un accordo più ampio? 
«No. Da quando ha iniziato la guerra, Putin ha cercato di uscire dall’isolamento politico internazionale e, di fatto, è riuscito a farlo. Ma non significa che sia soddisfatto. Continuerà a esigere il massimo, cioè tutta l’Ucraina.

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