
di Margherita De Bac
«Lo specismo è un concetto sbagliato, caccia e vivisezione sono una nostra aberrazione». L’attore e la moglie Anna e il simil volpino adottato in un rifugio
La storia di Leo e i Wertmüller (Massimo e la moglie Anna Ferruzzo) comincia a una fiera di animali che i due erano andati a visitare a Viterbo su invito dell’amica Paola Viglino, figlia della fondatrice di un rifugio della vicina Bagnaia. Non avevano previsto di tornare a casa accompagnati, invece ecco che rientrano a Soriano, nella loro residenza di campagna, con un simil volpino fulvo dotato di occhi bellissimi e di uno sguardo alla Audrey Hepburn. «Ci siamo innamorati all’istante, affascinati da quella coda alla D’Artagnan e dal suo bisogno di amore. Ha cominciato a strusciarsi e lo abbiamo portato via», si intenerisce Massimo mentre in sottofondo Anna puntualizza nomi e circostanze.
Leo è un meticcio puro e assomiglia a Rocco e Pupetta, i due precedenti cagnolini, piccoli di taglia ma giganti d’amore.
«L’unico difetto dei cani è che non sono eterni e se ne vanno prima di noi. Non ci sono parole per descrivere il dolore della perdita. Annienta, paralizza. Così ci eravamo ripromessi che mai più




