
di Francesca Basso
Lungo braccio di ferro sulle soluzioni contro il caro prezzi. L’Italia con i Paesi di Visegrad e la Grecia
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES Una fonte diplomatica lo aveva detto alla vigilia: «Questo Consiglio europeo sarà lungo perché i temi in agenda sono delicati e tutti di attualità»: bilancio Ue 2028-2034, competitività e dunque prezzi dell’energia, rapporti con la Cina, allargamento, sostegno all’Ucraina, immigrazione. Questi ultimi due saranno discussi oggi.
Il primo inciampo, che ha fatto rallentare l’agenda e saltare la conferenza stampa in serata, è stata la discussione sugli alti costi dell’energia, o meglio sulle soluzioni per porvi rimedio. Il negoziato su questa parte del testo delle conclusioni si è protratto per tutta la giornata fino a tardi, tenendo di fatto in ostaggio l’intero capitolo dedicato alla competitività europea, che è strutturato su tre filoni: avanzamento dell’agenda «One Europe, One Market» sulla tabella di marcia interistituzionale per far progredire i dossier; energia e squilibri macroeconomici, ovvero come affrontare il disavanzo commerciale con la Cina, discusso dai leader durante il pranzo.
L’Ets, il principale strumento dell’Unione europea per il mercato del carbonio e la riduzione dei gas serra, ha polarizzato la sala. Da una




