Silenzio, parla Giancarlo Giorgetti. È il giorno del Documento programmatico di finanza pubblica, dei vertici di governo e del Consiglio dei ministri sulla manovra. Ed è il giorno in cui il responsabile dei conti pubblici si alza in piedi poco dopo le 9 del mattino nell’Aula della Camera per confermare la rotta del governo nonostante le «nuvole all’orizzonte» e chiedere al Parlamento il via libera a uno scostamento di Bilancio di 28 miliardi. Non sono noccioline, soprattutto in tempi di vacche magrissime come quelli che viviamo. Eppure, l’Aula è pressoché deserta. Al punto che il ministro dell’Economia, il cui intervento era stato preannunciato solo pochi minuti prima, ci scherza amaramente su, allargando vistosamente le braccia: «Buongiorno onorevoli colleghi presenti in Aula».
14 ottobre 2026
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