
di Gabriele Guccione
Sono quattro le materie su cui la Regione avrà più poteri: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute limitata al coordinamento della finanza pubblica
Il Piemonte supera un’altra tappa nel percorso verso l’autonomia differenziata. Il Consiglio dei ministri ha approvato le intese definitive tra il governo e la Regione, aprendo la strada all’esame parlamentare del disegno di legge che dovrà recepire gli accordi. A Roma era presente ieri il presidente Alberto Cirio, insieme ai governatori di Lombardia, Veneto e Liguria. Per la maggioranza di centrodestra, e in particolare per la Lega, il passaggio segna un risultato politico atteso. Per arrivare al traguardo, però, servirà il voto delle Camere.
Le materie
L’approvazione segue quella del Consiglio regionale piemontese, che il 22 settembre aveva dato il via libera agli schemi di intesa. Il percorso, avviato da tempo, entra così nella fase che precede la decisione del Parlamento.
Il pacchetto riguarda quattro ambiti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute limitata al coordinamento della finanza pubblica. Il perimetro è quello ridotto rispetto alle 23 materie che per anni hanno rappresentato l’obiettivo politico della riforma. La sentenza della Corte costituzionale ha inciso sul




