
Il manager napoletano spera evidentemente che nei prossimi giorni si arrivi al dunque, ma c’è anche chi teme il nulla di fatto. “L’industria automobilistica europea è in pericolo”, ha avvertito Provost. “Credo che ci sia stata una reale presa di coscienza, ma non è stata presa alcuna decisione concreta. Nulla è stato fatto sul calendario degli obiettivi per le emissioni di Co2, nulla sulle normative, nulla sull’offensiva commerciale cinese”.
“La domanda che ci poniamo collettivamente non è più teorica: vogliamo che l’Europa conservi un’industria automobilistica di livello mondiale?”, si è chiesto il dirigente francese, aggiungendo che “l’Europa si è rinchiusa in un’illusione tecnocratica: proteggere i consumatori attraverso le normative e un libero scambio ingenuo, anziché darsi una vera ambizione industriale”.
“Il Gruppo Renault si è assunto le proprie responsabilità. Ora abbiamo bisogno che le istituzioni pubbliche creino le condizioni necessarie affinché possiamo competere ad armi pari“, ha proseguito il dirigente francese, ribadendo alcune sue proposte: sospendere nuove norme per 10 anni; creare una filiera delle batterie (“Abbiamo bisogno di tempi realistici e possibili sostegni temporanei ai costi operativi degli impianti”); congelare le multe per la Co2 (“Se non otterremo una deroga per il 2030, entro un anno dovrò proporre al consiglio di




