
Dal 15 ottobre sarà al Farnese di Parma per la rassegna Ramificazioni del Festival Verdi.
Oltre 1.600 anni separano Zenobia, regina della Palmira rasa al suolo dall’imperatore Aureliano nel terzo secolo d.C, da Zeina, siriana in fuga da una Palmira di oggi, stavolta distrutta dall’Isis, che come atto definitivo taglia la testa anche al custode del suo passato, l’archeologo Khaled al-Asaad.
«Due donne lontane nel tempo, unite da amore e dolore per la propria terra» spiega Lucia Ronchetti, compositrice tra le più eseguite, già direttrice artistica della Biennale Musica: la sua «Zenobia Regina», dal 15 ottobre sarà al Farnese di Parma per la rassegna Ramificazioni del Festival Verdi. Dove l’opera di Ronchetti, che intreccia in partitura frammenti della «Zenobia» di Albinoni e si vale del libretto di Mohammad Al Attar, siriano rifugiato a Berlino, avrà, dopo quella di Monaco, una seconda vita nella nuova versione arabo-italiana. «Un’alternanza linguistica che riporta la vicenda a un presente di tragica attualità».
E così, al soprano Alice Rossi, si uniranno gli artisti siriani già in scena a Monaco, l’attrice Sara El Debuch, la cantante Mais Harb, il percussionista Elias Aboud. Regia di Isabel Ostermann, Susanne Blumenthal alla guida dell’Ensemble Filarmonica Toscanini e l’Ensemble vocale Accademia Verdiana.
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