di Corriere Animali
È un tosaerba naturale, la sua lana è ipoallergenica, è adatto alla pet therapy e al trekking lento. E può aiutare anche a proteggere il gregge dai lupi
«Settembre, andiamo. È tempo di migrare». Se fosse vissuto ai giorni nostri, Gabriele D’Annunzio avrebbe forse collocato un po’ più avanti, ad ottobre, la transumanza di ritorno dei «suoi» pastori. Il cambiamento climatico ha allungato la stagione anche negli alpeggi in quota.
Il ritorno a valle di greggi e mandrie, che tecnicamente si chiama «demonticazione» – termine che nel linguaggio comune nessuno davvero usa -, da qualche tempo si è arricchito anche di altri protagonisti, animali che fino a qualche decennio fa non appartenevano al panorama alpino, ma che ora sono sempre più presenti: i lama.
Membri della famiglia dei camelidi, di origine sudamericana e in particolare andina, questi animali sono sempre più spesso allevati anche sulle Alpi, sia i lama propriamente detti, sia quelli della specie specie alpaca (ce ne sono poi altre due: vigogna e guanaco), caratterizzata da un muso più tondo e le espressioni più buffe. Queste immagini – scattate dal fotografo Peter Klauzner dell’agenzia Epa –




