
di Serena Palumbo
L’insetticida, vietato nell’Unione europea dal 2007, è stato individuato negli esami tossicologici. Il cane è morto dopo 38 giorni di ricovero. Proseguono gli accertamenti sulle altre sostanze presenti nella fossa
C’è un primo elemento certo nelle indagini sulla morte di Django, il Rottweiler di due anni e mezzo trovato agonizzante a luglio in una fossa a cielo aperto nella zona di Pozzo Ranieri, a Viterbo: negli esami tossicologici è stata rilevata la presenza di methamidophos, un insetticida organofosforico il cui impiego è vietato nell’Unione europea dal 2007.
Django è morto l’8 agosto, dopo 38 giorni trascorsi tra terapia intensiva ed emodialisi. Il ritrovamento – dopo che si era allontanato da casa, complice un guasto ai cancelli degli spazi esterni – era avvenuto in un’area rurale non lontana da abitazioni e da un campo estivo frequentato da bambini.
La presenza della sostanza è riportata nel referto tossicologico. Il methamidophos è classificato dall’Organizzazione mondiale della sanità nella Classe Ia, quella riservata alle sostanze considerate estremamente pericolose.
Il dato tossicologico rappresenta però soltanto una parte del quadro. L’esame istopatologico eseguito presso il Policlinico Universitario Veterinario ha evidenziato un danno a più organi, definito dal patologo




