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«Nord Sud Ovest Est», la sfida della serie sugli 883 ora è raccontare il sogno che si incrina

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di Aldo Grasso

Quando il miracolo diventa industria, l’amicizia deve fare i conti con il successo

Con «Nord Sud Ovest Est», Sydney Sibilia torna a raccontare gli 883 nel momento meno semplice della loro storia: quando il miracolo diventa industria, l’amicizia deve fare i conti con il successo e due ragazzi di provincia scoprono che realizzare un sogno non significa necessariamente condividerlo per sempre (Sky).

La prima stagione, «Hanno ucciso l’Uomo Ragno», aveva dalla sua la freschezza delle origini: due ragazzi senza pedigree musicale, un’intuizione, la provincia come orizzonte e una certa incoscienza come metodo di lavoro: scrivere una canzone, incontrare Cecchetto, scoprire che quello che sembrava un gioco può diventare una professione. Adesso il gioco si fa più complicato. Max Pezzali e Mauro Repetto non sono più gli outsider che tentano di sfondare: sono gli 883, il fenomeno che ha conquistato il mercato. La seconda stagione sposta così il racconto dalla nascita di un mito alla sua prima crepa: non basta più diventare qualcuno, bisogna capire chi si è diventati.

È qui che la vicenda di Mauro acquista interesse. Il suo addio non è soltanto la fine di un sodalizio musicale, ma il momento

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