di Stefano Agnoli
Depositi pieni al 72%, il livello più basso degli ultimi anni. Da gennaio scatterà il divieto al gas liquefatto di Mosca. Ma dietro la partita energetica spuntano gli interessi americani
L’Europa entra nell’inverno con le scorte di gas più basse degli ultimi quindici anni. E nello stesso momento sta comprando dalla Russia più gas via nave che mai. Lo dicono tre analisi uscite in questi giorni: quelle di Entsog, l’associazione dei gestori europei delle reti, dell’istituto di ricerca Ieefa e dell’Ong tedesca Urgewald. I due fatti sono legati: con gli stoccaggi meno pieni del solito ogni carico in arrivo conta, anche quelli russi. Le sanzioni Ue sull’Lng di Mosca (il gas liquefatto trasportato, appunto, via nave) scattano solo a Capodanno, ma a chiudere prima il rubinetto potrebbe essere il presidente Usa Donald Trump, che nei prossimi giorni deve decidere se sanzionare Novatek, la società russa che produce quel gas. La stessa società, peraltro, con cui gli americani stanno parlando d’affari. Un cerchio complesso di interessi.
I numeri bassi delle scorte europee
Il primo tassello riguarda i depositi europei di gas, pieni al 72% contro l’83% di un anno fa, scrive Entsog nel suo rapporto sull’inverno.




