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Orologi storici, dimostrazioni di artigiani e «supercomplicazioni»: cosa c’è alla mostra sulla storia di Patek Philippe a Milano

di Silvia Nani

L’esposizione «Watch Art – Grand Exhibition Milano 2026» a City Oval (già Palazzo delle Scintille) fino al 18 ottobre

Entrando, colpisce un salone immenso sotto una cupola alta 30 metri, con al centro una grande scultura-installazione in vetro traslucido suggestiva della fontana d’acqua che emerge dal lago di Lemano. Perché è Ginevra, la città dove ha sede la maison di alta orologeria Patek Philippe, a fare da sfondo ideale a una mostra che ci fa entrare nell’universo di un marchio, oggi rimasto l’ultima manifattura ginevrina indipendente a conduzione familiare. 

Una storia a tutto tondo, quella di Patek Philippe, che l’esposizione Watch Art – Grand Exhibition Milano 2026 (appena inaugurata a City Oval, a Milano, già Palazzo delle Scintille e aperta fino al 18 ottobre) racconta attraverso orologi storici, documenti, esperienze dirette con gli artigiani al lavoro, collezioni nuove e serie limitate, in un percorso ampio, articolato su 2900 mq. Con oltre 500 pezzi, in gran parte mai visti prima. 

Impossibile raccontare tutto quello che si vedrà nelle 15 sezioni della mostra (per una visita approfondita ci sono QRcode e audioguide di supporto e bisogna prendersi del tempo), di sicuro agli occhi

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