
di Vito Fatiguso
Secondo i dati dell’associazione di categoria in Puglia sono qausi 50 mila gli annunci relativi a interi appartamenti affittati come case vacanza. E Bari e Ostuni sono tra le prime 20 città italiane per numero di annunci su Airbnb
L’81% degli annunci è riferito a interi appartamenti, il 55,7% ha un’apertura di oltre sei mesi all’anno, il 17,8% non ha l’indicazione del Cin (codice identificativo nazionale) e il 69,9% delle disponibilità è pubblicato da host che gestiscono più alloggi. I valori, riferiti alla Puglia, sono del centro studi Federalberghi e Incipit srl su dati Inside Airbnb. E fotografano la situazione ad agosto scorso. Un quadro che parla di ben 49.634 gli annunci, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente.
«Bari – è riportato in una nota – conta 3.989 annunci, mentre Ostuni ne registra 2.777. Entrambe le realtà territoriali sono tra le prime venti città italiane per numero di annunci Airbnb. Ma il problema non riguarda soltanto i grandi centri. In una regione caratterizzata da una straordinaria diffusione di località costiere e destinazioni turistiche, la crescita degli affitti brevi interessa inevitabilmente un territorio molto più vasto».
«Questi numeri da soli dovrebbero essere sufficienti per




