
di Simona Marchetti
Ospite di Caterina Balivo a “La Volta Buona”, l’attrice è tornata a parlare del suo dramma familiare, dicendosi però incapace di resettare tutto ed escludendo una riconciliazione
Un dolore che non passa mai, ma a cui alla fine ci si abitua, seppur con fatica, perché la vita deve andare avanti. Così ha vissuto Corinne Clery negli ultimi nove anni (anzi, «nove anni e quattro mesi, perché li conto») da quando si sono interrotti completamente i rapporti con il suo unico figlio. «Oggi ho quasi perdonato, non sento rancore, non sento rabbia – ha confidato l’attrice nel salotto de La Volta Buona – . Prima avevo i nervi a fior di pelle e scattavo per qualunque cosa, adesso non è più così, però sento il bisogno di rifarmi una vita. Non intendo una vita con un uomo o una famiglia, ma di rifarmi una vita allegra, perché io non rido più». Alla domanda di Caterina Balivo se riallacciare il legame con il figlio non potesse aiutarla a ritrovare l’allegria perduta, Clery è stata però categorica. «No, sarebbe la mia fine. Quando non c’è niente da fare e ricevi solo dolori, dolori e dolori, senza capire




