
di Davide Frattini
«Farò il possibile per essere degno di mio figlio Gal», caduto dopo due mesi dall’inizio dell’offensiva ordinata da Netanyahu
GERUSALEMME – La prima fermata è all’ultimo rifugio per ventisette ragazzi in fuga dal rave diventato orrore. Tre anni fa avevano cercato riparo in questo cubo di cemento grigio, adesso ricoperto dai murales del dolore, e uno di loro aveva rigettato indietro sette granate lanciate dai terroristi prima di essere ucciso dalle raffiche di kalashnikov.
All’alba di ieri Gadi Eisenkot si è trovato qui davanti assieme a Shira Shapira, la madre di Aner, che è anche candidata nel partito dell’ex capo di stato maggiore. Se il personale è politico, tutti e due hanno scelto per un giorno di essere genitori afflitti: Eisenkot ha perso nelle battaglie a Gaza il minore dei cinque figli, Gal, caduto a due mesi dall’inizio dell’offensiva ordinata da Benjamin Netanyahu. Che l’ex generale vuole scalzare dai vertici dopo un ventennio al potere.
Di quei 27 giovani, scesi verso i campi e il deserto attorno a Gaza per ballare, 16 sono stati uccisi, 4 rapiti (uno di loro è stato ammazzato in cattività), solo 7 sono riusciti a salvarsi. Al




