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Da Rijkaard al presepe, tutto il calcio che ha giocato Pedro negli ultimi 20 anni

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Ha esordito con Rijkaard a 20 anni e ha finito nella Lazio di Sarri a 39. In mezzo ha vissuto fenomeni e rivoluzioni, è stato l’uomo chiave di attacchi da sogno, ha giocato 27 finali, ha vinto tutto e si è reinventato in Italia: qui non ha vinto, ma ha saputo incantare. Ed è stato comunque l’eroe di uno scudetto

Nel provare a riannodare il filo della sua favolosa carriera – nel giorno del congedo dall’attività agonistica la contabilità mette in fila venti stagioni da professionista – ci si accorge che Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma, per comodità Pedro, più di tante altre cose ha incarnato nel corso degli anni un’idea di calcio moderna, verrebbe da dire in anticipo sui tempi. Lo ha fatto con quella naturale attitudine che hanno i campioni nel sintonizzarsi, senza alcuna fatica, con lo spirito del tempo. Il calcio, nei vent’anni in cui l’ha frequentato Pedro, ha cambiato pelle, anima e orizzonti, ma lo spagnolo – nato nell’isola di Tenerife – l’ha sempre modulato sul contorno delle proprie preziose caratteristiche, quelle di un calciatore fenomenale che ha riassunto nel suo gioco una qualità rara e una ancor più rara capacità di interpretare il ruolo di attaccante.

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