Lo stop alle importazioni di carne bovina dal Brasile apre un problema di approvvigionamento per la Bresaola della Valtellina Igp. Dal 3 settembre 2026 l’Unione europea ha bloccato le importazioni di carne bovina brasiliana perché il Paese non ha fornito garanzie sufficienti sull’uso degli antimicrobici e sulla tracciabilità. Non si tratta di un’allerta sanitaria sulla carne già utilizzata per produrre bresaola, ma di un problema legato ai requisiti richiesti per autorizzare l’ingresso della materia prima nel mercato europeo. Per la bresaola valtellinese l’impatto è significativo: circa l’82% della carne bovina utilizzata arriva dal Sud America e, di questa, circa il 60% proviene dal Brasile. Una quota rilevante per un comparto che nel 2025 ha prodotto 11.947 tonnellate di bresaola, per un valore al consumo di 502 milioni di euro, in crescita del 4,6% sull’anno precedente.
La bresaola della Valtellina per oltre l’80% è realizzata con carne proveniente dall’estero
La filiera si sta già muovendo verso Argentina, Uruguay e Paraguay, oltre che verso altre possibili destinazioni europee, mentre il Consorzio assicura che manterrà gli stessi standard qualitativi previsti dal disciplinare. Ma per ristoranti e operatori Horeca la domanda è




