
di Alessandra Muglia
Thierry Laurent ai media francesi: il movimento studentesco è diventato l’occasione per molti giovani di «dare sfogo alle loro parti non migliori»
«La benzina è arrivata dritta sul mio viso. Ma in nessun momento ho provato paura o rabbia. Ero dove dovevo essere, stavo facendo il mio lavoro». A distanza di qualche giorno dalla brutale aggressione subita davanti ai cancelli del Liceo Méditerranée di La Ciotat, vicino a Marsiglia, il professor Thierry Laurent risponde con una calma olimpica alle interviste concesse anche in video ad alcuni media francesi dopo che venerdì scorso, è stato cosparso di benzina da uno studente. Mentre parla con La Provence e Le Figaro, sullo schermo del suo cellulare continuano ad arrivare a pioggia messaggi di solidarietà da parte di colleghi, genitori ed ex alunni. Ma il pensiero di questo docente di fisica e chimica 59enne più che alla sue ferite, va alla deriva di quei giovani che sembrano aver smarrito la bussola.
Quando gli viene chiesto se, con il passare dei giorni, la paura abbia messo radici dentro di lui, Laurent risponde fermamente di no: «Ci sono già abbastanza tragedie reali senza doverne immaginare altre. Penso in particolare a




