La playmaker della Reyer e della Nazionale: “L’affetto ricevuto al Mondiale ce lo porteremo dentro. Con Venezia voglio arrivare fino in fondo. E un giorno spero di tornare a giocare con mia sorella”
Giornalista
6 ottobre – 20:27 – MILANO
Matilde Villa gioca a un ritmo che sembra solo suo. Non è una questione di velocità, o almeno non soltanto. È il modo in cui cambia tempo, rallenta, riparte: gli avversari sembrano su un altro spartito. In campo osa, sfida, si diverte. Da fuori sembra quasi impermeabile alla pressione, ma lei racconta che è un’illusione: “Tutti sentiamo l’ansia prima delle partite. Io riesco a mettere un po’ una maschera: poi entro in campo, penso soltanto al gioco e vado”. A 21 anni Villa è abituata a stare sotto i riflettori. È cresciuta a Costa Masnaga, realtà lombarda solida e con un grande settore giovanile, tornata quest’anno in Serie A1. Lì ha cominciato a farsi notare giovanissima a Costa Masnaga, prima di arrivare a Venezia e in Nazionale, dove ha esordito a 16 anni. Sembra che la pallacanestro le scorra dentro con leggerezza, ma sotto




