
La regista presenterà alla Festa del Cinema di Roma «Da tutta la vita», con filmati di quando era bambina sul padre: «Dice che il tempo è sovrascrivibile»
Un nastro, sovrascritto più volte, su cui sono impresse le tracce di un’esistenza eccezionale. Un sogno, in cui si rincorrono frammenti di immagini, ma anche i pensieri, le domande a un padre di una figlia impegnata nell’impresa più grande: cercare di conoscerlo. Un tentativo che prosegue da anni, anzi, da tutta la vita per citare Elisa Fuksas, regista del documentario sul padre, l’architetto Massimiliano. «Fuksas – Da tutta la vita», verrà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma prima di arrivare nelle sale.
Come è essere arrivati a compimento di un lavoro che prosegue da sempre?
«Tutto nasce da uno schema mentale che è molto mio: noi pensiamo di scappare dalle cose che più temiamo, ma in realtà le stiamo rincorrendo. Mio padre ha 82 anni: da tempo aveva espresso il desiderio che la sua biografia venisse raccontata quindi mi chiedeva consigli su che regista avrebbe potuto farlo. A un certo punto, io un nome l’avevo anche trovato, ma poi sono successe un po’ cose… la vita, prima di tutto».
In che senso?
«L’estate scorsa




