
di Pietro Gorlani
L’appello di Paolo Fontana (FI) sottoscritto da tutte le minoranze: chiede che si verifichi anche in città l’applicabilità di una scontistica su modello Eni
Il caro energia torna a scaldare la temperatura politica della Loggia. Dopo che nei giorni scorsi Brescia Attiva con Avs e Brescia Capitale hanno chiesto lumi all’amministrazione rispetto «ai rincari del 17% teleriscaldamento» (alimentato per l’80% dalla combustione dei rifiuti) adesso è l’intera opposizione di centrodestra a chiedere alla Loggia di aprire un tavolo di confronto con A2A sulle tariffe. Il comunicato firmato da Paolo Fontana, capogruppo di Forza Italia, è stato sottoscritto da tutte le altre forze di minoranza. Non è un atto di accusa al gestore, precisa il consigliere, ma la richiesta di verificare quali margini abbia un grande gruppo energetico partecipato dal Comune per attenuare l’impatto dei rincari su famiglie, commercianti, artigiani e imprese.
Fontana fa una premessa importante: non si può attribuire ad A2A la responsabilità dell’andamento generale dei prezzi, né sostenere che l’amministrazione determini da sola il costo delle bollette. Il punto è capire se una società «fortemente legata al territorio» possa mettere in campo iniziative straordinarie, sul modello di quanto fatto in questi giorni




