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Clara Sánchez: «In Spagna la gente è stanca. Oltre alla questione casa si pensi a sanità e scuola»

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di Virginia Nesi

La scrittrice spagnola: «Non c’è un leader con una personalità carismatica in grado di sostituire Pedro Sánchez. È un problema che affligge il Psoe»

Clara Sánchez ha un tono di voce acuto che esprime ancora stupore: «Sono sorpresa, non me lo aspettavo. Credevo che Pedro Sánchez avrebbe tenuto duro fino alla fine della legislatura, a luglio 2027». La scrittrice spagnola ha appreso qui, in Italia, la notizia delle dimissioni del suo premier. Quando il presidente del Consiglio ha annunciato le elezioni anticipate per il 29 novembre, lei era a Padova a presentare il nuovo romanzo La stanza delle verità (Garzanti). Mentre parla, prova a trovare lei stessa una spiegazione: «Sánchez è un uomo paziente, sa aspettare. In realtà questa è la decisione più logica che potesse prendere, data l’enorme pressione».

Al di là della pressione, perché indire le elezioni proprio adesso?
«Da cittadina ho l’impressione che Sánchez si sia reso conto che questo è l’unico momento in cui c’è una svolta incentrata sulla questione abitativa. La reputo una mossa a effetto. Adesso lui può aggrapparsi al problema, mettere in luce e sbandierare tutte le politiche di sinistra».

Gli scandali, il caso Ceuta, il

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