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Oro, la corsa dell’oncia: la nuova vita del bene rifugio che è diventato la passione dei banchieri centrali

di Edoardo De Biasi

Debito, guerre e inflazione spingono le riserve auree in mezzo mondo: comprano cinesi e polacchi, venezuelani e olandesi. Vendono invece i russi, a caccia di liquidità

«Come è giunto l’oro ad avere il massimo valore? Perché non è volgare, non è utile e luccica di mite splendore; dona sempre sé stesso. Solo come riflesso della virtù più nobile, l’oro giunse al più nobile valore» (Friedrich Nietzsche). Dopo mesi di debolezza è arrivata la svolta: il prezzo del metallo prezioso ha recuperato terreno superando 4.342,8 dollari l’oncia. Dai minimi di metà luglio ha guadagnato il 7%, portando la performance a 12 mesi vicina al 20%. Sebbene il suo valore attuale sia ancora lontano dal massimo storico di 5.589 dollari l’oncia, lo scenario per il metallo giallo è cambiato.
Il trend è destinato a continuare? Gli elevati rendimenti dei Treasury aumentano il costo-opportunità di detenere oro e il fatto che resti intorno a 4.300- 4.400 dollari suggerisce una domanda sottostante ancora robusta.
Lo scenario centrale ipotizza il metallo prezioso tra 4.500 e 4.700 dollari a dicembre e tra 4.800 e 5.000 dollari tra un anno. Il rischio maggiore è invece un’inflazione più alta, cosa che

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