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L’Istria oltre il mare: in autunno è meta per gli amanti del tartufo

Alba, certo, e poi Acqualagna, Norcia, Spoleto, San Miniato… In Italia ci sono destinazioni di primissimo piano, conosciute a livello internazionale, che legano indissolubilmente il loro nome ai tartufi più pregiati e rinomati nel mondo. Chi però volesse però andare alla scoperta di nuovi luoghi, sapori e profumi, quest’anno può scegliere come meta di una raffinata fuga gourmet autunnale la penisola istriana, perla della Croazia, conosciuta principalmente per il suo mare. Ora che le spiagge si sono svuotate, il viaggio prende la direzione delle colline. Le strade attraversano vigneti dove la vendemmia è ormai terminata, incontrano paesi di pietra, scendono verso boschi nei quali l’autunno conserva umidità e ombra.

Il borgo di Montona (Motovun) arroccato sulle colline della valle del fiume Quieto

Thorsten Brönner

Il borgo di Montona (Motovun) arroccato sulle colline della valle del fiume Quieto

Qui il paesaggio invita a fermarsi: per una passeggiata, un bicchiere di vino, una tavola apparecchiata senza fretta con i sapori rustici e genuini della tradizione. Poi arriva – dalle porte socchiuse di trattorie (le tipiche konobe) e ristoranti – il profumo, intenso e inconfondibile, del tartufo bianco, il  Tuber magnatum Pico, l’oro nascosto di questa bella penisola protesa nell’Adriatico. È lui il

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