di Valentina Iorio
I mercati delle commodity agricole e non sono tornati a vivere una fase di forte volatilità che continuerà nel 2027, secondo gli analisti
Fare la spesa costa sempre di più. Ad aumentare sono soprattutto i prezzi dei prodotti freschi, dai pomodori alle zucchine, che risentono dell’aumento dei costi di trasporto per il caro carburante e della crisi climatica. Gli ultimi dati Istat registrano una brusca fiammata per i prezzi di pomodori e ortaggi a frutto come peperoni, melanzane e zucchine, che a settembre hanno subito un aumento del 15,4% in un solo mese rispetto ad agosto. Questo ha spinto al rialzo i prezzi degli alimentari non lavorati (+5,5% su anno), contribuendo a far accelerare l’inflazione in Italia al 4,2% a settembre.
L’inflazione è spinta al rialzo soprattutto da gas e petrolio ma non solo. E il problema non è solo Hormuz. I prezzi di tantissime materie prime sono tornati a correre per una somma di fattori che vanno dalle guerre in Medio Oriente e nel Mar Nero, alla siccità di questa estate e l’impatto de El Niño, previsto con un’intensità senza precedenti e un incremento di temperatura fino a 3,6°C. Choc che si sommano determinando




