
Il ct ha cancellato la partitaccia col Belgio infondendo alla nazionale coraggio, solidità, identità. Ora servono tre punti con la Turchia per giocarsi tutto a novembre
Cose turche anche a Parigi. Un pari che somiglia tanto a un successo. Un’Italia di grande pragmatismo, ‘squadra’ come non si vedeva da tempo, con tutto il rispetto per la Turchia. Bravissimo Mancini a cancellare subito il Belgio e dare coraggio, solidità, identità. La Francia di Zidane era bellissima, fortissima e ricchissima alla vigilia, ma ha qualche limite da grandeur, vecchia storia, e forse ci sottovalutava. L’Italia l’ha tenuta a lungo lontana dall’area, s’è difesa con un Donnarumma ancora monumentale nei momenti difficili, ma è stata più pericolosa e ha rischiato di vincere. Costringendo i bleus a finire in dieci per il secondo giallo a Upamecano, per fermare Kean in fuga. Il vantaggio di Olise poteva scatenare la tempesta perfetta: invece abbiamo approfittato di un errore di Da Cunha e Bastoni è andato a segnare l’1-1. Contro la Turchia (travolta dal Belgio) servono ora altri tre punti per giocarsi tutto a novembre. Perché si può.
Saper soffrire—
Cose turche oltre il punto che ci tiene in gioco, allontana definitivamente lo spettro dell’ultimo posto




