di Rita Querzè
La delega entro gennaio 2027, ma la bozza di decreto legislativo messa a punto dal governo allarga il bacino delle imprese artigiane. E il titolare potrà occuparsi di direzione e coordinamento, affidando le competenze tecniche a un responsabile. I timori (e le mediazioni) di Confindustria e Confapi
Ormai è chiaro: la delega sulla riforma della legge quadro dell’artigianato sarà esercitata dal governo entro il 7 gennaio. Ma i tempi potrebbero essere ben più stretti. Il punto è la dimensione delle imprese artigiane: queste, infatti, possono applicare contratti che, nello stesso settore, pagano meno di quelli stipulati da Confapi e Confindustria. Nel metalmeccanico, per esempio, si arriva anche al 35% in meno.
Meno lavoro manuale per il titolare artigiano
Vediamo quali sono le principali novità nel testo in bozza. La prima: il datore di lavoro artigiano fino a oggi doveva essere coinvolto in prima persona nel lavoro manuale come i propri dipendenti, d’ora in avanti invece potrebbe bastare un coinvolgimento “intellettuale”. Recita il testo: «I requisiti tecnico-professionali previsti dalle leggi statali sono posseduti dall’imprenditore artigiano ovvero da un collaboratore che assuma la qualifica di responsabile tecnico». Si va verso la direzione ideativa e creativa di manufatti che




