
Alcuni allenatori vengono esaltati per l’originalità, altri invece vengono considerati “solo” gestori: il tecnico dell’Inter è tra questi, eppure la sua squadra è un gioiello di invenzioni tattiche, fiducia, rilanci e…
Ci sono allenatori che vengono esaltati per la loro originalità, per la capacità di saper innovare. Poi ci sono allenatori che, apparentemente, si accontentano di portare avanti il lavoro dei loro predecessori e finiscono per essere considerati – sbagliando – gestori delle precedenti esperienze. A questa categoria – e non sono bastati neppure scudetto e Coppa Italia – appartiene Chivu. Che, nell’immaginario, si è limitato a portare avanti la tradizione nerazzurra. Per cui sembra quasi “inevitabile” che siano arrivate due vittorie in una stagione – e non fa nulla che ai suoi predecessori sia invece capitato di restare a bocca asciutta – e così sembra normale aver già messo insieme tredici punti, battendo il Napoli e pareggiando in casa della Roma. Basterebbero insomma i risultati per testimoniare la bontà del suo lavoro. Ma la “rivoluzione silenziosa” di Chivu – con il ritorno del campionato che bussa ormai alle porte – è invece qualcosa di più profondo. Dietro allo scudetto dell’Inter, ce ne sono altri cinque personali del suo pilota.




