di Alessia Conzonato
A settembre i prezzi accelerano, spinti dal caro energia. In Italia il tasso sale al 4,1%, sopra Germania e Francia. Ad agosto le vendite al dettaglio in Italia crescono dello 0,3% su luglio in valore
L’inflazione annua nell’Eurozona a settembre 2026 è balzata al 3,8%, in aumento rispetto al 3,2% di agosto. È quanto emerge dalla stima preliminare di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, secondo cui l’incremento è da ricondurre al caro energia. Analizzando nel dettaglio le principali componenti, infatti, il tasso dei beni energetici sui dodici mesi è quello più elevato e si attesta al 18,8% dal 14,3% di agosto. Seguono i servizi a 3,2% dal 3% di agosto e i prodotti alimentari, alcol e tabacchi con 1,4% (da 1,1% del mese precedente). Infine, i beni industriali non energetici con l’1,1%, unico in lieve calo dall’1,2% di agosto.
In rialzo in 17 Paesi
Ponendo il focus sui vari Paesi dell’Eurozona, le stime vedono l’inflazione in rialzo in 17 Paesi dell’Eurozona, stabile in tre (Cipro, Portogallo e Slovacchia) e in calo solo in Lettonia (al 2,9% dal 3%). Il dato dei prezzi al consumo dell’istituto di statistica europeo (l’Hicp) non sempre coincide con quello




