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Infinito Rivera: “Io e Mazzola, altro che staffetta. Il nuovo San Siro andrebbe intitolato a noi”

Il golden boy: “Io e Sandro abbiamo scritto la storia del calcio di Milano per tanti anni. Eravamo amici e potevamo giocare insieme”

Mimmo Cugini

Collaboratore

1 ottobre – 23:50 – TRENTO

La stessa eleganza di quando disegnava calcio sui campi, la stessa lingua tagliente di sempre. Gianni Rivera è un monumento del Milan e del calcio italiano e il popolo rossonero gli riserva l’accoglienza di sempre. Caccia all’autografo e uno scatto col golden boy, sala gremita e un’ora sul palco a raccontare il calcio che è stato, ma anche quello di oggi. Gli chiedono se sarebbe giusto intitolare il nuovo stadio di Milano a Mazzola e Rivera e Gianni dice che sì, sarebbe bello, ricordando il rivale e amico che non c’è più: “Io e Sandro abbiamo scritto la storia del calcio di Milano per tanti anni. Eravamo amici e potevamo giocare insieme, altro che staffetta”. Scorrono le immagini di Italia-Germania 4-3: “Segnò Muller e io che ero sul palo non riuscii a intervenire, Albertosi me ne disse di tutti i colori ma io quella palla potevo prenderla solo con le mani. Poi mi girai

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