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I “terremoti lenti” innescati da Sole e Luna

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Non è un’attrazione fatale, ma quasi. Ogni giorno Sole e Luna sollevano e abbassano gli oceani. Meno noto è che tirano su e giù anche la roccia solida su cui camminiamo e la sottopongono a piccolissime tensioni. Ora un gruppo di scienziati ha capito meglio cosa succede quando queste tensioni incontrano una faglia ossia una frattura nella crosta terrestre già pronta a muoversi.

Terremoti che non fanno rumore

Si chiamano “terremoti lenti”: scorrimenti lungo le faglie che rilasciano la loro energia gradualmente, in tempi molto più lunghi di quelli dei sismi ordinari a tal punto che spesso non ce ne accorgiamo. Non fanno crollare nulla e di solito non si sentono, ma gli strumenti li registrano. Si verificano in alcune delle principali zone tettoniche del pianeta, comprese le zone di subduzione, dove una placca s’infila sotto un’altra.

In luoghi come il Giappone sud-occidentale e la zona di subduzione della Cascadia, in Nord America, gli scienziati avevano già osservato che questi eventi seguono il ritmo delle maree. Restava però un enigma: come può una forza così debole avere un effetto tanto evidente?

Una faglia dentro il computer

Per rispondere, un gruppo guidato da Yishuo Zhou, dell’Università PSL