
di Alessandro Sala
La simulazione su una rilevazione condotta per conto di Fondazione Capellino sulle possibili reazioni degli elettori: in ballo 560 mila consensi, in caso di stop alle nuove norme la fuoriuscita sarebbe inferiore
L’approvazione o la bocciatura della riforma della legge 157 sulla protezione della fauna, il cosiddetto «Ddl Caccia», potrebbe influire anche sui prossimi risultati elettorali. E ad essere penalizzata, in caso di via libera alle nuove norme, sarebbe la stessa maggioranza che l’ha proposta. Perché anche il suo elettorato considera l’ambiente e tutto ciò che gli ruota attorno un tema prioritario e una parte di esso sarebbe disposta a far mancare il proprio sostegno come segnale di contrarietà all’estensione dell’attività venatoria prevista dal disegno di legge già approvato dal Senato e ora al vaglio della Camera. È quanto emerge dalla terza parte dell’indagine Ipsos Doxa sul rapporto tra gli italiani e la biodiversità e sulla rappresentanza politica correlata a questa tematica.
Nella fattispecie, il «saldo elettorale» andrebbe a svantaggio del centrodestra in caso di approvazione: si stima che potrebbero infatti essere circa 560 mila gli elettori oggi schierati con la maggioranza pronti a non votarla più, con un indiretto vantaggio per le opposizioni.




