
Insomma, meglio dirottare gli investimenti su altri ambiti, a partire dalle attività industriali in Germania. Difatti, la stessa BMW ha messo in chiaro i contorni del progetto per la produzione della nuova Serie 3.
Il costruttore sta investendo due miliardi di euro per garantire che i suoi impianti siano pronti alla prossima generazione della berlina e alla sua piattaforma di riferimento, la Neue Klasse, e siano così in grado di assicurarne un successo commerciale che ormai va avanti proprio dal 1975: da allora sono stati sfornati circa 18 milioni di esemplari, di cui 15 solo in Germania.
A tal fine, è stato stanziato circa un miliardo di euro sugli stabilimenti di Monaco e Dingolfing (il primo è dedicato alla variante elettrica i3, il secondo alle versioni termiche e ibride plug-in), mentre un altro miliardo è stato riversato sul nuovo impianto di batterie di Irlbach-Straßkirchen, nella Bassa Baviera.
Gli investimenti evidenziano l’importanza della Germania come polo produttivo della BMW e “l’impegno inequivocabile” del gruppo nei confronti del Paese e della Baviera. Del resto, il costruttore produce ancora oltre 1 milione di veicoli nei suoi impianti tedeschi, ossia un quarto del totale nazionale e più delle vendite complessive del gruppo in Europa.




