di Corriere Animali
È uno dei principali interpreti della gastronomia molecolare. Al museo Carnevalet ha cucinato per 40 ospiti scodinzolanti. Per entrare nel Guinness e per beneficienza: donati 10 mila pasti ai rifugi che accolgono trovatelli
Cani ghiottoni di tutto il mondo, unitevi. L’invito arriva direttamente da Marx. Ma in questo caso non parliamo di Karl, l’economista e ideologo del Partito comunista, bensì di Thierry Marx, lo chef francese pluristellato specialista della gastronomia molecolare. Che per una volta ha messo le proprie doti culinarie al servizio di commensali molto speciali: scodinzolanti e a quattro zampe. E, per l’occasione, pure buongustai.
Lo ha fatto al Carnavalet di Parigi, il museo che racconta la storia della capitale francese e che il prossimo weekend celebrerà i suoi 160 anni di attività, con la «Grande cena dei cani», un evento che ha coinvolto quaranta cani di tutte le razze e tutte le età, promosso da Bab’in, un marchio francese del pet food, che ha celebrato da poco i suoi 50 anni sul mercato. All’iniziativa hanno preso parte anche diversi testimonial dell’azienda, influencer e diversi proprietari di cani e gatti selezionati tra i più attivi sui gruppi social




