di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
La piattaforma unitaria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per il rinnovo dei quattro contratti che riguardano quasi 3 milioni di lavoratori. Tra le richieste part-time minimo a 24 ore, più scatti di anzianità e maggiorazioni più alte per domeniche, festivi e lavoro notturno
Negli ultimi quindici anni i salari reali dei lavoratori del commercio hanno perso il 10,8%. Significa che, una volta tenuto conto dell’inflazione, il loro potere d’acquisto è oggi inferiore a quello del 2010. È da questo dato che parte la nuova piattaforma unitaria con cui Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs si preparano ad aprire la trattativa per il rinnovo dei quattro contratti nazionali del commercio, della distribuzione e dei servizi, che interessano complessivamente circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori.
La richiesta destinata a diventare il cuore del confronto è un aumento di 220 euro al mese a regime, con un obiettivo che i sindacati mettono nero su bianco: non soltanto coprire l’inflazione, ma tornare ad aumentare il potere d’acquisto dei salari. E il confronto elaborato dalla Uiltucs con altri settori rende evidente la distanza accumulata: tra il 2010 e il 2025, a fronte del calo del




