Il 28 settembre 2026 è una data che SpaceX segnerà sul calendario. Dopo tredici voli di prova tutti suborbitali, il Super Heavy-Starship, il razzo più potente mai costruito, è entrato in orbita terrestre. Lo ha fatto in un modo che ha dato alla missione anche un valore commerciale, perché a bordo non c’erano simulatori ma satelliti veri.
Un decollo spettacolare, poi un imprevisto
I 33 motori Raptor del booster (così viene chiamato il primo stadio del razzo, il secondo è la Ship vera e propria) si sono accesi alle 14:49 ora italiana a Starbase, sulla costa texana del Golfo del Messico, spingendo verso il cielo un colosso di oltre 120 metri. Durante la salita uno dei sei motori dello stadio superiore si è spento. Per qualche minuto non era chiaro se la missione sarebbe proseguita verso l’orbita. Davvero momenti concitati e un po’ confusi.
SpaceX infatti, aveva dapprima annunciato che non si sarebbe impegnata a raggiungerla, poi ha cambiato decisione dopo pochi minuti e ha completato la manovra orbitale. Il gruppo di controllo di volo ha analizzato la telemetria e ha concluso che la navicella era per il resto in buone condizioni. Un’ultima accensione con un




