
di Massimiliano Cordin
L’analisi della crisi secondo Confesercenti. Rigotti: «Trend allarmante anche qui»
La crisi dei servizi di prossimità non risparmia i bar. In Trentino, tra il 2019 e il 2025, le attività del settore sono passate da 1.591 a 1.448, con una contrazione di 143 imprese, pari al 9%. Una flessione che, secondo le stime di Confesercenti, si traduce in circa 43 milioni di euro di minore ricchezza generata sul territorio. Il dato provinciale si inserisce in un quadro nazionale ancora più marcato. Anche il rapporto tra bar e popolazione evidenzia il ridimensionamento del settore. In Trentino si è passati da 2,7 esercizi ogni mille abitanti nel 2019 agli attuali 2,4. La situazione appare particolarmente evidente nei centri più grandi. A Trento i bar sono passati da 319 a 288: 31 attività in meno, con una diminuzione del 9,7%. Per il capoluogo la perdita economica stimata è di circa 9 milioni di euro, quasi un quarto di quella calcolata complessivamente per la provincia. «Anche il nostro territorio è colpito da questo trend allarmante — sottolinea Federico Rigotti, presidente Fiepet del Trentino —. Quando un bar chiude, il danno non è solo a livello economico: le città




