
di Aldo Grasso
La tv, anche quella che vuole essere servizio, ha bisogno di una sola figura che tenga insieme i frammenti
«Chi l’ha visto?» non è soltanto un programma televisivo. È qualcosa di mezzo tra un pronto soccorso civile, un ufficio reclami dell’esistenza e un servizio di assistenza per cittadini che, spesso, non sanno più a chi rivolgersi. Nel tempo ha finito per svolgere una funzione sussidiaria rispetto alle forze dell’ordine e ai servizi sociali, diventando una sorta di presidio permanente della comunità. Per questo sostituire Federica Sciarelli, dopo 22 anni, non è semplice: non si cambia soltanto una conduttrice, si cambia una voce istituzionale (Rai3).
Raffaella Griggi, storica inviata del programma, nella prima puntata ha scelto la prudenza e ha mantenuto la dolenza. Si presenta direttamente dalla redazione e pronuncia una frase quasi programmatica: «Buonasera, benvenuti a “Chi l’ha visto?”, è ancora “Chi l’ha visto?”». Più che un saluto, una rassicurazione: il marchio è salvo, la liturgia può cominciare.
E infatti si ricomincia dalle scomparse, che sono l’antico alfabeto della trasmissione: Antonio Jafferson, ragazzo di Santo Domingo sparito a Busalla; un anziano malato di Alzheimer di cui non si hanno più notizie a




