Cordoglio e rabbia al Colosseo mercoledì per la morte di Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni precipitato questa notte durante i lavori di illuminazione del monumento. Già in tarda mattinata si sono svolte alcune proteste degli studenti universitari Osa e Cambiare Rotta e del partito Potere al Popolo. «Non si può morire così» le urla dei ragazzi dal megafono. Nel pomeriggio alle 18 è iniziata la fiaccolata delle sigle dei lavoratori per chiedere che venga fatta piena luce e si accertino tutte le responsabilità del gravissimo incidente sul lavoro. Il Colosseo rimarrà chiuso al pubblico anche giovedì su disposizione del ministro Alessandro Giuli. Sagome, striscioni e un cartello che porta la scritta «Giustizia per Andrea», tra i lavoratori in presidio. Sei sagome, raffiguranti dei lavoratori senza volto, sono stati disposti a terra, sul marciapiede dal lato dei Fori Imperiali. Ciascuno porta un cartello: «Avevo 66 anni», «Lavoravo da 10 ore», «Ho salvato vite, non la mia», «Morto di straordinari», «Arrendo giustizia», «Dovevo andare in pensione». Ai piedi di ogni sagoma, è stato posto un caschetto bianco da lavoro. Molti manifestanti reggono dei cartelli, su cui si legge: «Basta morti sul lavoro», «L’umanità prima del profitto» e «Fermiamo la strage». Altri




