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Multe CO2, chi rischia e chi no: Volkswagen e Stellantis tra i più esposti, Tesla e cinesi accumulano crediti

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Detto questo, Dataforce evidenzia una situazione sempre difficile, ma non manca di segnalare qualche miglioramento. L’analisi per Paese, infatti, mostra un progresso: la situazione debitoria complessiva è cresciuta da 12,8 a 14,4 miliardi, ma i crediti sono aumentati da 9,7 a oltre 13 miliardi, contenendo il disavanzo a poco più di 1,3 miliardi.

A tal ritmo, non è da escludere l’ipotesi di un “rovesciamento della situazione, con i crediti che potrebbero superare i debiti, dando così ragione ai burocrati di Bruxelles. Tuttavia, Dataforce si chiede quale sia il “prezzo fra posti di lavoro persi e intere fabbriche chiuse, dirottate alla difesa o vendute ai cinesi”.

In tale quadro, la Francia continua a essere l’unico grande mercato a raggiungere un risultato positivo, con crediti per 2,5 miliardi, uno in più rispetto ad aprile scorso, mentre l’Italia rimane il fanalino di coda, con debiti per 4,4 miliardi di euro. La Germania, invece, è in negativo per 2,4 miliardi e la Polonia per 2,8 miliardi di euro. Male anche Spagna e Repubblica Ceca.

Tra i virtuosi, i Paesi Bassi sfiorano i 2,4 miliardi di crediti, la Norvegia i 2,35 miliardi di crediti, la Danimarca gli 1,8 miliardi e la Svezia gli 1,5 miliardi.