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Un film per la tv e un documentario per il cinema su Carlo Acutis, il giovane santo

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di Federica Maccotta

Il 27 settembre su Canale5 «Il mio nome è Carlo», di Giacomo Campiotti

Un bimbo che sorride ai senzatetto, un ragazzino che scherza con gli amici davanti a una videocamera, un quindicenne che affronta una fatale meningite fulminante. E poi un santo, riconosciuto in tempi record («Il Signore aveva fretta vista l’emergenza educativa», dice la mamma Antonia Salzano). La vita di Carlo Acutis viene raccontata sullo schermo da due progetti, a 20 anni dalla sua morte: «Il mio nome è Carlo», film tv di Giacomo Campiotti su Canale5 il 27 settembre, e «Carlo Acutis. Il giovane santo», documentario in 200 sale italiane dal 15 al 21 ottobre e poi in 30 Paesi.

Protagonista è Carlo, cresciuto a Milano e folgorato dalla fede fin da bambino. Pronto ad aiutare i più deboli, catechista in erba, smanettone con i computer per diffondere il suo credo. Ma anche un ragazzo umile, sorridente, solare.

Nella fiction ha il volto di Samuele Carrino, 16 anni, che è già stato «Il ragazzo dai pantaloni rosa», e di due piccoli attori, mentre la mamma è Lucia Mascino. Dall’infanzia alla morte, il 12 ottobre 2006 quattro giorni dopo la diagnosi,

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