
di Davide D’Attino
Roberto Tuninetti, del terzo settore veneto, attacca Federica Pietrogrande, volto del Carroccio. Il candidato sindaco Marcato: «Si grida al patriarcato solo contro la destra»
«Body-shaming». È l’accusa che Federica Pietrogrande, segretaria della sezione di Padova della Lega, rivolge a Roberto Tuninetti, volto noto del terzo settore veneto (vicepresidente della cooperativa sociale Levante) nonché esponente di Sinistra Futura. Il fatto risale a martedì 22 settembre quando, all’ora di pranzo, assieme all’europarlamentare vicentino di Fratelli d’Italia, Sergio Berlato, e al segretario provinciale di Venezia di Sinistra Italiana, Maurizio Enzo, i due sono ospiti della trasmissione televisiva “Rosso e nero” su Telenuovo. Al centro del dibattito, piuttosto vivace, c’è l’intenzione della presidente del consiglio Giorgia Meloni di porre il tetto del 30% per classe alla presenza di studenti con cittadinanza straniera. E a un certo punto, prima dandole della «sciocchina» e poi dicendo che «sbecchetta come una zanzara», Tuninetti storpia il cognome di Pietrogrande in «Pietrogrossa». Al che la leghista sbotta: «Ti devi vergognare! Misogino! Maschilista! Maleducato! Ignorante! Capra!».
«Un attacco misogino inaccettabile»
Quindi, sui social, Pietrogrande continua: «Sono pienamente soddisfatta della donna che sono e dei risultati che ho raggiunto nella mia vita. Non ho mai avuto l’ambizione




